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lunedì 11 giugno 2012

Tra parentesi

C'è sempre bisogno di qualche "tra parentesi" nella vita. Per un giorno ho voluto lasciar fuori dalle parentesi la paura delle scosse, le giornate al lavoro vissute con il pensiero agli altri negozi che chissà quando riaprono, a quelli che chiudono per mettersi in sicurezza, ai colleghi sfollati che ci raccontano le loro storie - e io ancora non ci credo che sia tutto così vicino e reale.
Tra parentesi ci metto una gita, di quelle che durano un giorno intero e ti sfiancano di chilometri in macchina, di panini e gelati e finiscono al mare.
Bellissima Siena, come neanche me la ricordavo.
Così naturale tra i turisti che ormai fanno pendant coi merletti del Duomo. Così dolce e vitale e respirata e vissuta.










sabato 12 maggio 2012

I ciclisti quando aspettano

Faccio una premessa. Non sono andata a vedere la partenza della tappa del Giro d'Italia da Modena perché sono un'appassionata di ciclismo. Ci sono andata perché sono un'appassionata di persone. E quest'evento sapevo avrebbe convogliato nello stesso luogo una folla di volti, espressioni, gestualità. Persino parole, anche se fotograficamente non sono trasmissibili. Mi sono divertita molto e ce ne sarebbero da raccontare.
Mi soffermo qui sul particolare dell'attesa. Cosa fanno i ciclisti quando aspettano di partire per una tappa?
Ero in una posizione privilegiata, proprio in quel tratto di strada transennato si è riunito il gruppo per la partenza e per un tempo che non saprei quantificare ho potuto osservarli e ascoltarli - e fotografarli.
"Sono così vicini che potrei contargli i brufoli" devo aver detto in un tweet. Anche perché sono tutti giovanissimi, almeno il gruppetto proprio davanti a me era composto da ragazzini. Così mi davano l'impressione di essere.
Ed era un fiorire di idiomi, perché loro chiacchierano, si chiamano, sorridono in tutte le lingue del mondo come farebbe qualunque ragazzino. E rispondono ai richiami dei tifosi, salutano, pazientemente firmano autografi.
Si stiracchiano, guardano avanti, controllano i freni, i raggi. Pensano. E poi ancora chiacchierano. Sempre in maniera così ben educata e composta che quasi non credi che siano dei ragazzini.
Da mamma, come potrei essere loro, mi auguro, o mi illudo, che abbiano sempre cura di loro stessi.








mercoledì 2 maggio 2012

Il sole in faccia

Ieri era il 1° maggio, tante idee affogate nella pioggia e nel mal di testa.
Stamattina il sole aveva il colore e la forza di una medicina, il richiamo di tante sirene.




martedì 24 aprile 2012

Quarto stato

Qualcuno non ha in mente quella famosa immagina di uomini e donne in corteo che ho scoperto finalmente essere un quadro di Giuseppe Pellizza? Googleggiate che la risposta arriva subito.
Beh, ogni volta che partecipo ad una manifestazione di lavoratori con anche l'intento di documentarla fotograficamente, il mio sogno è riprodurre quell'immagine. Per nulla facile, troppe cose sono cambiate dall'abbigliamento fino allo spirito.
L'ultima manifestazione che ho documentato è questa.
Allora, spulciando tra le varie possibilità, ecco la mia interpretazione moderna di  quarto stato.




mercoledì 28 marzo 2012

Sempre per strada

E insomma, ho continuato l'esperimento di qualche giorno fa. Patty alla mano, prima di affidarla alle ispirazioni di Virginia (ricordatemi di raccontarla, questa storia), ho sbirciato tra un marciapiede e l'altro. Adoro queste atmosfere così poco padane.






martedì 27 marzo 2012

Portici e altre storie

Ho una passione esagerata per i portici. Non si vede neanche troppo nella mia produzione pubblica, ma i miei provini si srotolano sempre in un'infinità di portici.
Sono l'esaltazione delle luci e delle ombre, a volte alte a volte basse, dove le figure umane si cementificano nel portico stesso, cariatidi misteriose.
Bologna è città di portici, si sa, e di ogni fattura.
E a proposito, la piccola dell'ultimo scatto è la mia. Ha la Patty in mano, ma questa, come si dice sempre, è un'altra storia.







lunedì 26 marzo 2012

Una session per caso

Camminare per Bologna, città in cui ho vissuto due anni e che amo sempre, offre mille e più spunti per un fotografo.
Così capita di voler passare per una stradina ma di essere bloccati dall'esibizione di una band.
Qualcuno non ne avrebbe approfittato?






mercoledì 21 marzo 2012

Quadri di strada

L'idea che da un po' mi gironzolava in testa era di osservare - che per me equivale a fotografare - normalissime persone, anche poco fotogeniche quanto ad espressioni o atteggiamenti, per strada ma inserite in un contesto piuttosto drammatico che già avevo in testa e che prescindeva da qualunque ambizione di perfezione tecnica. Non solo.
Volevo rispolverare per l'occasione la mia cara vecchia Patty, una Canon 80 che ha diviso con me tutte le ansie da principiante insegnandomi non poco. Rispolverare è termine giusto, giaceva in un angolo della mia postazione e il timore più grande è che la batteria si fosse fusa al suo interno. Invece no, fedele come sempre e mimetizzandosi nella mia mano, ha assolto alla grande il suo compito.
L'esperimento naturalmente continua.






domenica 18 marzo 2012

Tutti pazzi per il cioccolato - Parte Seconda

Nella seconda parte protagonista è la gente, protagonista è la fotografia di strada.
E' mattina, il primo giorno della manifestazione, molti stand sono ancora in allestimento, qualcuno addirittura chiuso. La piccola folla è fatta di curiosi, soprattutto pensionati che comunque riempiono Piazza Grande ogni mattina. E' fatta di signore in bicicletta che si distraggono così dalla loro spesa al Mercato Albinelli, proprio lì dietro l'angolo. E qualche scolaresca, che si alterna sotto il tendone dove raccontano loro storia del cacao e dove, a giudicare dalle loro urla di gioia, fanno assaggiare la mitica cioccolata.






giovedì 1 marzo 2012

Uno scatto è per sempre

Non era la prima volta che mi capitava di incontrarlo in giro per Bologna. Era la prima volta però che avevo la Nina con me, ancora odorosa di nuovo.
E' stata la solita occasione da cogliere al volo - guarda, c'è Lucio Dalla - e che fai, non scatti?
Uno scatto è per sempre.





martedì 28 febbraio 2012

Oltre l'inquadratura


Ammetto che questa scena mi è stata suggerita - una gomitata, guarda guarda - perché si vede che anche chi è abituato a starmi vicino ogni tanto guarda con i miei occhi da streeter.
Ma a volte ci sono cose che scopri dopo, a scatto avvenuto e ad elaborazione in corso.
Per esempio a me piace molto l'uomo di spalle e la sua posa da ballerino.



mercoledì 22 febbraio 2012

La gente per strada

La gente per strada non ha tempo, è il tempo che passa. E non guarda, si guarda dentro. E' un pensiero volatile, alito che sfiora.
Io sono il suo tempo che adesso si ferma, il suo occhio che finalmente va oltre, leggo nei suoi pensieri e racconto la sua storia.




lunedì 20 febbraio 2012

Limone per tutti

Il sonnacchioso pomeriggio di una troppo grigia domenica, postumo di una mattinata ahimé lavorativa, è stato interrotto da un flash: in centro c'è il Bacio Collettivo.
Il desiderio di essere presente anche solo per poco e l'astinenza ormai insopportabile da scatto, mi ha trascinato in città, con al seguito marito e figlia piccola.
Io c'ero, e anche tanti altri.
Giovanardi tié!




domenica 12 febbraio 2012

Modena o New York?

Un caratteristico mercato - al coperto - anima del centro storico di una città italiana, trasformato in "altro" dalle visioni di una fotografa abbagliata dalle luci riflesse sui colori.
Ogni volta controllavo sul piccolo monitor della Nina ciò che questi miraggi avevano trasmesso e mi dicevo che sembravano provenire da un'altra realtà, da un'altra parte della terra.
E così, nel chiuso della mia camera chiara, ho cercato quei miraggi.







sabato 11 febbraio 2012

Neve al metro

Non so per quanti giorni si parlerà ancora e solo di neve. Neve al metro, capricciosa e quattro stagioni, sui tavolini dei bar, sotto i portici, negli stivali, tra le mani, sulla Ghirlandina, negli occhi, sull'obiettivo della Nina.
Oggi Modena era bianca e nera, una signora elegante e un po' all'antica.







venerdì 10 febbraio 2012

Nevica sul nevato


Era presto e la farmacia non era ancora aperta. In altre occasioni sarei tornata a casa subito senza pensarci troppo - fa freddo, sapete?
Invece ho gironzolato a piedi nei dintorni, WindowsPhone alla mano, arma silenziosissima e invisibile.
Mi chiedo perché lo faccio. Voglio dire, perché cercare ancora nuove scene di neve in città nonostante sia davvero stanca di questo agitato scodinzolio di un inverno che reclama di esistere?
Forse perché fra trent'anni, quando il blizzard tornerà, potrò dire che c'ero e raccontare com'era.