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mercoledì 31 ottobre 2012

Se per caso si apre un cancello

All'improvviso si apre uno scorcio, in una strada di Modena. Uno che non avevi mai visto. Uno dei tanti, bellissimi cortili del centro storico, per la maggior parte tenuti gelosamente nascosti all'occhio curioso dei passanti.
E' stato istintivo fiondarsi tra le maglie di questo prezioso merletto cittadino.








sabato 11 agosto 2012

Al Novi Ark, tra storia e avventura.

"Attenzione, sei entrato in una zona videosorvegliata. Le forze dell'ordine sono state allertate."
La voce - registrata per fortuna - è risuonata più volte nel silenzioso e soleggiato mattino del Novi Ark.
Ho atteso elicotteri in stile Apocalypse Now, auto lampeggianti e sgommanti, uomini armati e scudati.
Invano.
Può succedere se ci si avvicina troppo ai reperti esposti nel nuovo parco archeologico di Modena, una mattina di agosto quando vuoi scoprirne i dettagli macchina fotografica alla mano. Anche se a dire il vero nulla di evidente, cartelli o filo magari spinato, ti avverte del pericolo di passare per un tombarolo.
Ma a parte l'avventura di stampo poliziesco, la distesa brulla e ancora oggetto di lavori ha un ché di mistico.
A parte la strada di ciottoli, alcune lapidi, la base di un edificio, non c'è altro. Ma incute rispetto, racconta, ti coinvolge. Come un vecchio seduto davanti alla porta di casa che ha tutta la sua vita scritta sulle rughe del volto.








lunedì 16 luglio 2012

A veder passare la banda

Virginia ed io ci siamo divertite come matte, ormai ce lo ripetiamo da due giorni. Da quando le Bande militari partecipanti al Festival internazionale di Modena hanno sfilato per il centro della città.
E noi due eravamo lì a rincorrerle non appena sentivamo le note di una che si apprestava ad entrare in Piazza Grande. Ci infilavamo sotto il portico di Corso Duomo per essere davanti ai primi musicisti, per non per non perderci nessuno di loro, dei loro strumenti, dei loro volti, delle loro espressioni, dei loro abiti colorati.
Poi dietro, ancora di corsa, ad accompagnarli a prendere posto sui ciottoli, dove i cavalli non erano molto a loro agio. I cavalli dei Carabinieri sono piaciuti molto a Virginia e per compiacerla a loro ho riservato una miriade di scatti.
In alternativa ho scrutato da vicino le facce dei poveri inglesi, grondanti sudore sotto le loro divise impossibili - quelli dal look fantastico, ha detto Virginia - tanto che ho temuto di vederne qualcuno svenire.
Impassibili strumentisti, bionde sbandieratrici, ma anche soldatesse tedesche dal sorriso un po' imbarazzato. Compiacente invece colui che dei Carabinieri sembrava il capo - ma non saprei proprio dirne il grado.
Effetto ninja per le malesiane, solo dopo ho realizzato che quello era il velo musulmano. 
Tutti i membri del gruppo malesiano avevano il nome cucito sulla divisa: Harlina, Redza, Mohd Noor, Aminuddin. Non solo facce, persone.







lunedì 11 giugno 2012

Tra parentesi

C'è sempre bisogno di qualche "tra parentesi" nella vita. Per un giorno ho voluto lasciar fuori dalle parentesi la paura delle scosse, le giornate al lavoro vissute con il pensiero agli altri negozi che chissà quando riaprono, a quelli che chiudono per mettersi in sicurezza, ai colleghi sfollati che ci raccontano le loro storie - e io ancora non ci credo che sia tutto così vicino e reale.
Tra parentesi ci metto una gita, di quelle che durano un giorno intero e ti sfiancano di chilometri in macchina, di panini e gelati e finiscono al mare.
Bellissima Siena, come neanche me la ricordavo.
Così naturale tra i turisti che ormai fanno pendant coi merletti del Duomo. Così dolce e vitale e respirata e vissuta.










domenica 3 giugno 2012

Il nastro

Modena è viva più che mai questo sabato pomeriggio post-terremoto. Il centro brulica di negozi aperti, di mercatini e locali affollati. La gente cammina, si parla, si abbraccia. Modena non vuole avere sempre paura.
Velocemente sono stati raccattati i cocci, ripulite le strade. Subito è stato fatto ripartire l'orologio del Municipio, fermo sulla prima scossa del 29 maggio. 
Resta il nastro, bianco e rosso, una benda sulle nostre ferite e sulla nostra storia.




martedì 27 marzo 2012

Portici e altre storie

Ho una passione esagerata per i portici. Non si vede neanche troppo nella mia produzione pubblica, ma i miei provini si srotolano sempre in un'infinità di portici.
Sono l'esaltazione delle luci e delle ombre, a volte alte a volte basse, dove le figure umane si cementificano nel portico stesso, cariatidi misteriose.
Bologna è città di portici, si sa, e di ogni fattura.
E a proposito, la piccola dell'ultimo scatto è la mia. Ha la Patty in mano, ma questa, come si dice sempre, è un'altra storia.







lunedì 26 marzo 2012

Una session per caso

Camminare per Bologna, città in cui ho vissuto due anni e che amo sempre, offre mille e più spunti per un fotografo.
Così capita di voler passare per una stradina ma di essere bloccati dall'esibizione di una band.
Qualcuno non ne avrebbe approfittato?






domenica 26 febbraio 2012

La città dietro l'angolo

Ho fatto un giro con il cinquantino, che non è un motorino, ma l'occhio magico della Nina.
Ti cambia il modo di vedere e leggere, ti sposta il punto di vista dietro un velo di dettagli. 
E' capace di pitturare di luce tutta la città.







domenica 12 febbraio 2012

Modena o New York?

Un caratteristico mercato - al coperto - anima del centro storico di una città italiana, trasformato in "altro" dalle visioni di una fotografa abbagliata dalle luci riflesse sui colori.
Ogni volta controllavo sul piccolo monitor della Nina ciò che questi miraggi avevano trasmesso e mi dicevo che sembravano provenire da un'altra realtà, da un'altra parte della terra.
E così, nel chiuso della mia camera chiara, ho cercato quei miraggi.







sabato 11 febbraio 2012

Neve al metro

Non so per quanti giorni si parlerà ancora e solo di neve. Neve al metro, capricciosa e quattro stagioni, sui tavolini dei bar, sotto i portici, negli stivali, tra le mani, sulla Ghirlandina, negli occhi, sull'obiettivo della Nina.
Oggi Modena era bianca e nera, una signora elegante e un po' all'antica.







venerdì 13 gennaio 2012

Anno nuovo, nuovo blog



E nuovi viaggi.
A Capodanno normalmente non siamo tra quelli che si alzano tardi per magari rimettersi subito a tavola, nonostante le gozzoviglie della sera precedente. Di solito a Capodanno facciamo una gita.
E quest'anno ci siamo detti "Andiamo a Ferrara!", che si sa non è lontana da Modena ma quando programmiamo una gita spesso decidiamo di andare fuori regione.
Eccoci quindi a Ferrara. Strade timidamente frequentate da pochi turisti e qualche ferrarese che aveva deciso di digerire al sole il cenone di San Silvestro.
E poi - tanto a chi dobbiamo rendere conto? - via su quella lunga strada che porta al mare. Comacchio.