lunedì 16 luglio 2012

A veder passare la banda

Virginia ed io ci siamo divertite come matte, ormai ce lo ripetiamo da due giorni. Da quando le Bande militari partecipanti al Festival internazionale di Modena hanno sfilato per il centro della città.
E noi due eravamo lì a rincorrerle non appena sentivamo le note di una che si apprestava ad entrare in Piazza Grande. Ci infilavamo sotto il portico di Corso Duomo per essere davanti ai primi musicisti, per non per non perderci nessuno di loro, dei loro strumenti, dei loro volti, delle loro espressioni, dei loro abiti colorati.
Poi dietro, ancora di corsa, ad accompagnarli a prendere posto sui ciottoli, dove i cavalli non erano molto a loro agio. I cavalli dei Carabinieri sono piaciuti molto a Virginia e per compiacerla a loro ho riservato una miriade di scatti.
In alternativa ho scrutato da vicino le facce dei poveri inglesi, grondanti sudore sotto le loro divise impossibili - quelli dal look fantastico, ha detto Virginia - tanto che ho temuto di vederne qualcuno svenire.
Impassibili strumentisti, bionde sbandieratrici, ma anche soldatesse tedesche dal sorriso un po' imbarazzato. Compiacente invece colui che dei Carabinieri sembrava il capo - ma non saprei proprio dirne il grado.
Effetto ninja per le malesiane, solo dopo ho realizzato che quello era il velo musulmano. 
Tutti i membri del gruppo malesiano avevano il nome cucito sulla divisa: Harlina, Redza, Mohd Noor, Aminuddin. Non solo facce, persone.







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